Controlli non distruttivi

Controlli non distruttivi

Gennaio 14, 2019 Servizi 0

I controlli non distruttivi (CND) sono il complesso di esami, prove e rilievi condotti impiegando metodi che non alterano il materiale e non richiedono la distruzione o l’asportazione di campioni dalla struttura in esame finalizzati alla ricerca e identificazione di difetti della struttura stessa.

Sono perciò utilizzati per effettuare controlli su un componente senza influire sullo stesso, allo scopo di controllare un prodotto a lavorazione finita oppure in test ante-lavorazione.

Il laboratorio di Quality Sider Verification srl lavora con operatori qualificati EN 473 e SNT-TC-1A sia in sede che presso i clienti.

I principali servizi da noi offerti sono i seguenti.

Esame visivo (VT)

Consiste nell’ispezione del campione ad occhio nudo oppure con il supporto di specchi, telescopi, endoscopi, fibre ottiche, etc., a seconda dell’accessibilità del campione.

Ultrasuoni (UT)

Sfrutta le onde sonore, trasmettendole all’interno del provino per mezzo di una sonda; attraverso la misurazione della riflessione e della rifrazione delle onde sonore è possibile mappare discontinuità presenti all’interno del campione, individuandone i difetti anche in profondità.

Magnetoscopia (MT)

Magnetizzando il materiale in esame, è possibile analizzarne le linee di flusso: in presenza di discontinuità superficiali esse saranno deviate. Spruzzando una sospensione di polveri ferromagnetiche sulla superficie sarà possibile ottenere con precisione il profilo della discontinuità. Questo tipo di controllo va ad evidenziare difetti superficiali e appena sotto la superficie.

Liquidi penetranti (PT)

Questo esame si serve di un liquido con proprietà penetrante per valutare le discontinuità del materiale in esame: esse verranno infatti attraversate dal liquido e in seguito evidenziate grazie all’aiuto di un rilevatore.

Radiografia (RX)

Si tratta di un esame di tipo volumetrico che permette di rilevare le discontinuità presenti in getti e saldature, tra i quali cricche, ritiri, porosità, penetrazioni incomplete, etc. Il campione sottoposto a radiazioni tende ad assorbirle, ostacolandone il passaggio; le radiazioni che passano oltre il campione impressionano una pellicola, che sarà poi sviluppata.

Se all’interno del pezzo esaminato vi è presenza di discontinuità essa sarà evidenziata da un minore assorbimento delle radiazioni, ovvero una pellicola impressionata con maggiore intensità in tali punti.