Prove meccaniche
Le prove meccaniche (trazioni, pieghe, resilienze, durezze, pieghe e fratture) permettono di misurare in maniera attendibile le proprietà meccaniche dei materiali esaminati
La prova di trazione
La prova di trazione è una prova statica uniassiale: essa prevede l’applicazione di un carico crescente sul campione fino al punto di rottura allo scopo di determinare la duttilità e le caratteristiche meccaniche.
I risultati di tale prova sono rappresentanti da una curva che mette in rapporto i valori di carico e allungamento e da una serie di informazioni relative alla deformabilità, alla resistenza e all’elasticità del materiale testato.
Vengono effettuate prove in accordo alle seguenti normative di riferimento:
ASTM E8 | Prova di trazione uniassiale a temperatura ambiente. |
ASME IX QW 462.1 | Prova di trazione uniassiale a temperatura ambiente sui giunti saldati. |
UNI EN ISO 6892-1 | Prova di trazione uniassiale a temperatura ambiente. |
UNI EN ISO 4136 | Prova di trazione uniassiale a temperatura ambiente trasversale sui giunti saldati. |
UNI EN ISO 5178 | Prova di trazione uniassiale a temperatura ambiente longitudinale sui giunti saldati. |
ASTM E21 | Prova di trazione uniassiale ad alta temperatura. (sino a 900°C) |
UNI EN ISO 6892-2 | Prova di trazione uniassiale ad alta temperatura. (sino a 900°C) |
ASTM A770M | Prova di trazione (Z) uniassiale perpendicolare alla superficie del prodotto. |
UNI EN 10164 | Prova di trazione (Z) uniassiale perpendicolare alla superficie del prodotto. |
EEMUA PUBL.143 | Prova di trazione uniassiale su piastra tubiera (Pull Out Test) |
ASTM E132 | Prova per determinare rapporto di Poisson |
ASTM E111 | Prova per determinare Modulo di Young |
UNI EN ISO 6892-3 | Materiali metallici – Prova di trazione – Metodo di prova a bassa temperatura |
La prova di resilienza
La prova di resilienza determina la capacità di un materiale di resistere agli urti senza rompersi o comunque alterarsi in maniera distinguibile.
Siamo in grado di eseguire prove d’impatto anche a basse temperatura fino a -196°C.
La prova di durezza
il durometro, il quale durante la prova impiega diversi carichi, opportunamente scelti in conformità alle norme di riferimento, sul campione da esaminare. Ad applicare il carico è un penetratore che cambia di tipologia a seconda della scala utilizzata. Per ultimo viene definito il valore di durezza misurando la grandezza dell’impronta lasciata dal penetratore.
La prova di durezza determina la resistenza di un materiale attraverso l’uso di un durometro. Tale strumento applica, al campione da esaminare, diversi carichi, per poi definire il valore di durezza attraverso la misura dell’impronta lasciata dal penetratore.
Esistono diverse scale per misurare la durezza dei materiali: Vickers, Rockwell e Brinell.
Il Laboratorio esegue prove in accordo alle seguenti normative di riferimento:
ASTM E92 | Prova di durezza Vickers da HV5 a HV30 |
EN ISO 6507-1 | Prova di durezza Vickers da HV5 a HV30 |
ASTM E10 | Prova di durezza Brinell da HBW2,5/6,25 a HBW2,5/187,5 |
EN ISO 6506-1 | Prova di durezza Brinell da HBW2,5/6,25 a HBW2,5/187,5 |
ASTM E18 | Prova di durezza HRB – HRC |
EN ISO 6508-1 | Prova di durezza HRB – HRC |
ASTM E384 | Prove di “micro-durezza” da HV0,01 a HV1 |
Prova di piega
Scopo di questa tipologia di prove è la determinazione del comportamento dei materiali metallici ad una deformazione plastica. La prova è positiva se sulla superficie esterna del materiale esaminato non compare nessuna screpolatura, in caso contrario è negativa.
Prova di frattura
Prova visiva volta a determinare le giuste informazioni sulla tipologia, le dimensioni e la concentrazione dei difetti interni durante il processo di saldatura del materiale in esame.
Un provino è fratturato ed esaminato per presenza di porosità, cricche, ritiri, penetrazione incompleta o inclusioni. L’esame visivo delle superfici sottoposte a frattura consente di individuare la presenza di imperfezioni e quindi la qualità e l’accettabilità.